La mia storia

Non ho scoperto la Georgia. L’ho scelta.

C’è una differenza enorme tra informarsi da casa e spostare la propria vita, la propria attività e le proprie tasse in un altro Paese. Questa pagina racconta la seconda.

Atto I

La gabbia dorata

Sono cresciuto e ho lavorato in Italia, nel digitale e nel business. I risultati c’erano. Ma ogni anno la stessa sensazione: il valore che creavo veniva eroso — dalle tasse, dalla burocrazia, da un contesto che scoraggia chi vuole costruire qualcosa di solido. Non è una storia di povertà. È una storia di frustrazione lucida: guadagnare bene in un sistema che ti prende fino al 43% non è libertà, è un guinzaglio lungo.

Il boulevard di Batumi con la Torre Alfabetica

Atto II

La scoperta

Ho incontrato la Georgia non da turista e non da nomade digitale, ma da osservatore di mercati. E ho visto quello che la maggior parte degli italiani non vede ancora: un Paese che cresce a ritmi del 7–10% l’anno, una fiscalità che in Italia sarebbe fantascienza — 1% sul fatturato per le piccole imprese — e un mercato immobiliare con fondamentali documentati e prezzi ancora accessibili. A quel punto avevo due opzioni: continuare a "informarmi", o verificare di persona.

Lo skyline di Batumi illuminato di notte

Atto III

La scelta radicale

Mi sono trasferito a Batumi. Non una vacanza lunga, non un esperimento da sei mesi: una scelta di vita consapevole e documentata. Ho registrato la mia attività come Individual Entrepreneur con Small Business Status. Sono diventato contribuente georgiano. E soprattutto ho iniziato a vivere il mercato dall’interno: i costruttori, i notai, le pratiche, le zone che funzionano e quelle da evitare, i ritardi veri dei cantieri, le opportunità che non arrivano mai su un portale.

Le statue Ali e Nino sul lungomare di Batumi

Atto IV

La differenza

Poi è successa una cosa prevedibile: altri italiani hanno iniziato a chiedermi come fare. E ho capito che potevo aiutarli in due modi. Il modo facile: vendere qualsiasi cosa a chiunque, come fanno in tanti. O il modo sostenibile: analisi prima, proposta dopo — e la disponibilità a dire "questo non fa per te" quando i fondamentali non reggono. Ho scelto il secondo. Non per bontà: perché la fiducia è l’unico asset di questo mestiere che si apprezza nel tempo.

Lo skyline di Batumi al tramonto con la ruota panoramica

Una nota sulla finestra temporale

Quello che Batumi è oggi — prezzi d’ingresso sotto i 1.900 $/mq, rendimenti lordi fino all’8,6%, turismo ai massimi storici — non lo sarà tra cinque anni. Non è urgenza artificiale: è la traiettoria normale di un mercato che Barcellona e Lisbona hanno già percorso. Chi ci ha creduto presto, lì, oggi raccoglie. Chi ha aspettato la certezza, ha pagato la certezza.

Ora sai chi c’è dall’altra parte del tavolo.

Un italiano che vive qui, paga le tasse qui e risponde con nome e cognome di quello che consiglia. Se vuoi capire se il percorso ha senso anche per te, partiamo da una call.